Neuropsicologia e psicogeriatria

Memoria, declino cognitivo e demenze: orientarsi con chiarezza.

Percorsi di inquadramento, stimolazione cognitiva e supporto per affrontare cambiamenti di memoria, attenzione e autonomia, con uno spazio dedicato anche ai familiari e ai caregiver.

Una dimenticanza non significa sempre demenza

I cambiamenti cognitivi possono avere cause diverse. L’inquadramento serve a comprendere il quadro e orientare i passaggi successivi.

Quando la memoria cambia

Con l’avanzare dell’età può capitare di notare cambiamenti nella memoria, nell’attenzione, nel linguaggio o nella gestione delle attività quotidiane. Non tutti questi segnali indicano una demenza: possono rientrare nell’invecchiamento fisiologico, essere collegati ad altre condizioni o configurare un Mild Cognitive Impairment (MCI).

Il mio lavoro consiste nell’aiutare la persona e la famiglia a comprendere meglio ciò che sta accadendo, orientarsi nel percorso clinico e costruire interventi mirati a sostenere funzionamento cognitivo, benessere emotivo e quotidianità.

In quest’area mi occupo di

Inquadramento

Raccolta della storia clinica e osservazione dei cambiamenti cognitivi e funzionali.

Stimolazione cognitiva

Interventi mirati in base al profilo, alle risorse residue e agli obiettivi condivisi.

Supporto psicologico

Uno spazio per la persona che riceve una diagnosi o vive il timore del cambiamento.

Caregiver e familiari

Orientamento per comprendere il quadro, gestire la quotidianità e proteggere le energie.

Come lavoro

Il percorso parte da una raccolta accurata della storia personale, clinica e del funzionamento quotidiano. In base al bisogno può includere osservazione del profilo cognitivo, interventi di stimolazione o riabilitazione, supporto emotivo e lavoro con i familiari.

Un lavoro integrato.Quando necessario, l’intervento psicologico si coordina con il percorso medico e con gli altri professionisti coinvolti, nel rispetto dei rispettivi ruoli.

Domande frequenti

Una dimenticanza significa sempre demenza?
No. Alcuni cambiamenti possono essere collegati all’età, allo stress, all’umore, al sonno, ai farmaci o ad altre condizioni cliniche. È utile valutarli nel contesto.
Ti occupi solo di demenza già diagnosticata?
No. Il percorso può riguardare dubbi iniziali, MCI, primi segnali di cambiamento, stimolazione cognitiva e supporto dopo una diagnosi.
Lavori anche con i familiari?
Sì. Il supporto ai caregiver può aiutare a comprendere il quadro, gestire i cambiamenti e prevenire un eccessivo sovraccarico assistenziale.
È possibile rallentare il declino?
In alcuni quadri è possibile sostenere le funzioni residue, lavorare sulla stimolazione cognitiva e migliorare la gestione quotidiana. Le indicazioni dipendono sempre dalla situazione individuale.

Hai notato cambiamenti nella memoria o nell’autonomia?

Un primo colloquio può aiutare a mettere ordine nei segnali e a individuare il percorso più appropriato.

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